Fede e esistenza quotidiana

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Nemici irriducibili? Riflessioni per una sintesi

La Chiesa ricordava ieri la memoria di san Thomas More, Lord cancelliere di Enrico VIII, al tempo della scisma anglicano. I fatti sono noti: per passare a seconde nozze con Anna Bolena, il re d’Inghilterra, in aperto contrasto con il Papa, si fa proclamare “unico protettore e capo supremo della Chiesa inglese”. Il giorno dopo (16 maggio 1532) Tommaso Moro si dimette dalla sua carica e si ritira a vita privata. Rifiuta di partecipare all’incoronazione della nuova regina. Nel 1534 è l’unico laico di spicco, in tutta l’Inghilterra, a non prestare giuramento al c.d. Atto di Supremazia in cui veniva sancita la definitiva separazione della Chiesa d’Inghilterra dalla Chiesa di Roma. Incarcerato nella torre di Londra, condannato a morte per altro tradimento, Thomas More viene decapitato il 6 luglio 1535.
Alla figlia che cerca di convincerlo a giurare per avere salva la vita, risponde: “La mia coscienza (di non poter acconsentire al giuramento, ndr) su questo punto è tale, che ne va della mia salvezza. Di ciò, Meg, sono convinto come dell’esistenza di Dio”.
Tommaso Moro è uno degli esempi più luminosi di umanesimo cristiano integrale, che con grande equilibrio tiene perfettamente insieme fede e vita vissuta, Vangelo ed esistenza quotidiana. Oggi alcune posizioni nette da parte dei cattolici vengono interpretate come integralismo, anzi come fondamentalismo. Anche tra i cattolici,
allora, va prendendo piede la tendenza a tenere distinti i piani della vita e della fede cristiana, come se si potesse vivere, in certi frangenti, mettendo – per così dire – tra parentesi ciò in cui si crede (o in cui si dice di credere…).
Non ci si rende conto che in questo modo si rischia l’insipienza e l’irrilevanza di una fede che invece dovrebbe essere alimento indispensabile delle scelte esistenziali cruciali, motore della vita quotidiana, creatrice di novità, apportatrice di bene non solo per i cristiani, ma per l’uomo e la società tutta.
Il Seminario finale di quest’anno propone a tutti gli amici di Arché di partecipare ad un momento di riflessione anche comune, indagando le ragioni e le radici della dicotomia contemporanea tra fede e vissuto quotidiano.

Allo stesso tempo, ci proponiamo di cercare insieme le vie per ritornare ad essere sale e luce nei tempi, nei luoghi che il Signore ci destina.

Hotel La Meridienne **** Via Colle S. Agapito, 1 – 00036 PALESTRINA – ROMA

Prenotazioni a info@archenet.org entro e non oltre martedì 29 giugno p.v.
Si prega di segnalare l’eventuale presenza di bambini / baby sitters o richieste di altro genere. Se è possibile cercheremo di andare incontro alle esigenze di tutti.
Spesa complessiva per persona: euro 60 (da concordare i dettagli nel caso di presenza di bambini)

Programma
SABATO
Ore 10 arrivo e sistemazione nelle camere
Ore 10:30 Introduzione al seminario e primo incontro-catechesi
Ore 12:30 Lectio divina
Ore 13:30 Pranzo
Ore 16:30 Condivisione della Lectio divina
Osservazioni e riflessioni sulla propria esperienza in Archè
Ore 20 Cena
Ore 21:30 Momento conviviale

DOMENICA
Ore 9 Colazione
Ore 10 Presentazione attività III anno di Archè (2011) e catechesi conclusiva
Ore 12 Eucaristia conclusiva
Ore 13:30 Pranzo
NB: il seminario si conclude con il pranzo della domenica. È previsto un breve incontro alle ore 15 di domenica soltanto per coloro che hanno partecipato ai gruppi di lavoro di Archè.

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