L’associazione Archè nasce dall’entusiasmo (ragionato!) di un gruppo di fedeli, per lo più laici, ben inseriti da anni nel tessuto ecclesiale, fortemente interpellati dalla gratuità del Dono ricevuto attraverso la Chiesa, stimolati dalle molte sfide proposte dalla quotidianità.
Ci proponiamo di offrire un percorso formativo e di approfondimento su alcuni grandi temi, che, nell’attuale momento storico, costituiscono una sfida difficile e al tempo stesso stimolante per la comunità dei credenti e per tutti coloro che, essendone parte, sono chiamati a “rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in loro”.

Chi siamo

Amici mossi da:

  • Una passione comune
  • Un’esperienza di fede comune
  • Una sensibilità comune

Il quesito e la risposta
Come rispondere in modo efficace all’appello del Papa Benedetto XVI sull’emergenza educativa del popolo di Dio, rivolto alla città di Roma?

La risposta è:
fornire alle coscienze dei cristiani in formazione strumenti efficaci, in linea con la comunicazione del mondo contemporaneo, per elaborare una scelta personale che coniughi i valori della Fede con le grandi sfide e i grandi interrogativi che il mondo contemporaneo pone.

A chi ci rivolgiamo?
Il destinatario naturale dovrebbe essere colui che, più o meno consapevolmente porta la stessa sensibilità e gli stessi interrogativi.
E’ innanzitutto il fedele che, partecipando alla vita parrocchiale, coglie le inevitabili lacune di una formazione, che non gli permette di dar ragione della speranza che è in lui, anche nel confronto culturale con il mondo contemporaneo, schiacciato dalla sottile sfiducia nei propri mezzi….

Con chi collaboriamo?
In particolare con i parroci, per sostenere la loro azione pastorale ordinaria, con lo scopo di aiutarli:

  • A far crescere nel Popolo di Dio, l’attitudine ad elaborare un giudizio critico sulle sfide poste dalla società contemporanea.
  • A rendere i credenti idonei ad argomentare con rigore le risposte che la modernità esige.
  • A maturare una capacità di tener testa agli slogans, ricorrenti sui media, che squalificano con poche battute la portata del pensiero e della civiltà cristiana.

La missione che Archè si riconosce è quella di contrastare la disinformazione e la comunicazione di massa fortemente condizionata dal laicismo e dal relativismo.

Crediamo fermamente che le conoscenze e le risposte della comunità cristiana non siano mai mancate e che non manchino…
ma sappiamo che purtroppo oggi, spesso, sono slegate tra loro.

Archè, e forse questa è la novità che più vorrebbe caratterizzarla, tenta di integrare tali risposte all’interno di quel “depositum Fidei” che costituisce la Weltanschaung della Chiesa Cattolica, affinché possano tradursi in concrete scelte di vita.

La modalità, in estrema sintesi, è quella di un’equilibrata apologetica, basata sulle fonti e sui documenti storici con un approccio che vorrebbe essere competente e anche “scientifico”, ma non riservato agli “addetti ai lavori”, pratico e, perché no, anche brillante, certamente non cattedratico e men che mai paludato.

Lo stile che si vorrebbe proporre è quello della “controversia”, proprio della grande tradizione culturale cristiana del passato, e non quello della polemica; quello dell’argomentazione storica e del ragionamento, piuttosto che quello che si affida allo slogan che accusa e squalifica.
Per questo, i relatori non avranno paura di affrontare le obiezioni e le convinzioni più radicate che dominano l’immaginario collettivo, senza dare niente per scontato nell’interlocutore.

La sfida che si vogliamo raccogliere è quella di tradurre in argomentazione feconda e quindi in esperienza personale arricchente, le provocazioni e le obiezioni che dominano l’immaginario collettivo contemporaneo.

Formare nelle parrocchie, e quindi in tutta la comunità ecclesiale, persone motivate e capaci di non giocare più di rimessa, ma di farsi promotori presso gli altri di una visione del mondo integrale e aperta, adulta, libera e fiera della propria identità, coniugabile con l’operare quotidiano.

Noi vorremmo contribuire ad aiutare la Chiesa di Roma a prendere a giornata una massa enorme (sì, enorme… perché non puntare in alto?) di cristiani (lavoratori, professionisti, studenti…) dalle più svariate competenze; e soprattutto a “metterli in rete”, per costituire una “banca etica” di risorse umane e professionali che oggi se ne stanno oziose, a causa del fatto che nessuno se le prende a giornata (Mt 20,1-16).