Le radici cristiane dell’Europa

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Dove comincia e dove finisce quel continente che chiamiamo Europa? Cosa tiene insieme paesi così diversi per storia, costumi, tradizioni, dal Portogallo alla Russia, dall’Italia alla penisola scandinava? Quali sono le radici dell’Unione europea? Può Dio trovare ancora posto in un contesto, come quello europeo, oggi fortemente caratterizzato dal secolarismo e in cui le rivendicazioni di laicità avanzate da più parti sembrano voler relegare la fede in una dimensione esclusivamente privatistica, nel tentativo di emarginarla totalmente dalla sfera pubblica?

E ancora: perché non si è voluto fare posto nella Costituzione europea al dato storico delle radici cristiane che per secoli sono state la linfa vitale di questo continente? La storia che ci precede – quel Medioevo cristiano in cui l’Europa è stata gestata – è davvero così poco degna di essere ricordata e riproposta alle nuove generazioni, quasi come un genitore scomodo, che non si vuole in alcun modo riconoscere come proprio e da cui si cerca di emanciparsi una volta per tutte?

Certo qualcuno non mancherà di ricordare che nella storia cristiana d’Europa ci sono quelle vicende che vanno sotto il nome di Crociate e Inquisizione e che dunque c’è ben poco di cui andare a fieri. Ma è davvero così? Sono davvero solo queste le vicende che anche noi cristiani ricordiamo della nostra storia, spesso conoscendone molto poco le reali dimensioni, il contesto, le cause, pur coscienti che non tutto è stato luce?
Eppure luce c’è stata, e tanta; a tal punto che il riflesso è riverberato fino a noi e ne cogliamo ancora i segni e i frutti nell’arte, nella cultura, nelle scienze, nella società in generale, dal momento che proprio dal grembo della fede cristiana e in quei secoli, che ormai quasi più nessuno definisce “bui”, sono sorte cattedrali, università, ospedali, una Divina Commedia che ancora oggi ammiriamo e studiamo, e non solo in Italia.

La giornata del 12 marzo vuole provare a rispondere alle domande di cui sopra, e al tempo stesso gettare uno sguardo a queste nostre radici che l’Europa sembra sempre di più decisa a rifiutare, consapevoli che il destino di una società dipende sempre da minoranze creative. I cristiani credenti dovrebbero concepire se stessi come una tale minoranza creativa e contribuire a che l’Europa riacquisti nuovamente il meglio della sua eredità e sia così a servizio dell’intera umanità. (card. Joseph Ratzinger, Europa. I suoi fondamenti, ieri, oggi e domani – Biblioteca del Senato, 13 maggio 2004)

Nella prima relazione Luca Teofili, presidente dell’Associazione, ripercorrerà le tappe salienti del cammino del Cristianesimo nel continente europeo, soffermandosi anche sulle cosiddette leggende nere sopra citate (Crociate e Inquisizione), nel tentativo di fare un bilancio del portato della fede cristiana. E’ innegabile infatti che questa abbia profondamente inciso sulla società, sulla cultura e sulla concezione stessa dell’uomo in questa nostra Europa.
Nel pomeriggio il prof. Mario Polia (ospite fisso e molto apprezzato delle giornate di Archè per la grande capacità evocativa, in grado di rendere presenti e quasi tangibili le epoche passate) ci farà rivivere il fascino di quella avventura straordinaria del Medioevo europeo che è stata il Monachesimo, raccontando le storie di questi uomini di Dio, che, pur volendo servire esclusivamente Dio, dedicando a Lui tutta la loro vita, hanno finito anche per servire in modo straordinario l’uomo, seminando intorno ai loro monasteri fede, cultura e sviluppo.

Casa Santa Francesca Romana, via dei Vascellari 61 (Trastevere)
SABATO 12 MARZO 2011
Sul tema
LE RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA

Programma
10:00 Messa feriale nella cappella della Casa

10:30 Prima relazione
LE RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA
Un’eredità da dimenticare?

(dott. Luca Teofili, a cura del gruppo Archè Storia)

13:00 Pranzo

15:00 Seconda relazione
UOMINI DI DIO, CUSTODI DI CIVILTA’
Il monachesimo da San Benedetto a San Bernardo

(prof. Mario Polia, storico e antropologo)

17:00 Conclusioni a cura dell’assistente ecclesiastico, mons. Giuseppe Tonello

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